L’Inter esce indebolita dal mercato e con una massa enorme di situazioni problematiche che trovano terreno fertile al suo interno.
Partirei, come mi sembra corretto, dall’allenatore. Se prendi Gasperini devi fare un atto di fede. Non è un allenatore di gestione, capace di fare col materiale che ha. Si tratta bensì di un tecnico molto preparato, perbene, ma legato in maniera indissolubile ad un’idea di calcio e di occupazione del campo molto particolari e tremendamente dispensiose.
Il suo 3-4-3, mutevole a gara in corso, ma abbastanza dogmatico nella sua applicazione quotidiana, sia in merito ai movimenti che alle specificità dei giocatori, è un marchio di fabbrica che non conosce vie di fuga. O abbracci quell’idea, o rischi di rimanerne ferito.
Gasperini vorrebbe impostare un’Inter con la difesa a 3, modulo al quale non credono per primi i suoi giocatori fatte alcune eccezioni dovute.
Il modulo a tre ha senso quando si fa molto possesso (non per nulla nasce nell’Olanda di Cruijff come impostazione) oppure quando si ha una squadra capace di giocare a ritmi alti, con almeno 3-4 giocatori chiave con una soglia aerobica spaventosa.
L’Inter sta adottando un 3-4-3 asimmetrico, con uno dei due esterni di centrocampo che deve aiutare i tre centrali scalando in situazioni di non possesso, ma non ha i giocatori chiave per giocare così.
Sarebbe servito innanzitutto un giocatore di rottura a metà campo, un centromediano metodista con piede discreto ma capace di fare da argine alla difesa, di far rendere meglio Cambiasso, giocatore stanziale, d’inserimento, tendente a soffire i ritmi alti.
Col duo di centrocampo obbligato, Cambiasso-Sneijder, l’Inter rischia di non essere mai padrona dei flussi di gioco e di andare quasi sempre in sottonumero sui cambi campo avversari.
Ciò anche perchè dei due attaccanti prelevati nelle ultime ore di mercato nè Forlan nè Zarate sono adatti a fare gli esterni d’attacco nel 3-4-3. Certamente lo sono molto meno di Eto’o e Padev. Forlan è un centravanti che può fare la seconda punta se gioca a fianco di un giocatore di sistema come Suarez che parla la sua stessa lingua tecnica in campo aperto. Di certo non ha le caratteristiche per “fare la fascia”. Zarate è un anarchico puro che non conosce disciplina tattica. Si può provare a disciplinarlo ma non sarà semplice. Pandev, meno di talento, avrebbe avuto più senso in questo sistema, soprattutto perchè almeno uno dei due esterni d’attacco dovrà fare costantemente il movimento di copertura sulla salita di Maicon.
Altro aspetto da tenere in considerazione, nessuno dei due, nè Zarate e nè Forlan amano partire da destra, essendo due destri che preferiscono partire da sinistra per liberare la conclusione e giocare in duetto col centravanti.
Tra Milito e Pazzini, il Principe parte favorito perchè sa legare la squadra con movimenti ad elastico di scatto e di andare incontro al pallone. Ma il vero rebus è il centrocampo e la sua capacità di filtro in fase di non possesso. Un rebus che il mercato non solo non ha risolto ma ha addirittura complicato.







il Canale RossoNero
il mondo del Milan
A.C. Milan Official Website
L'enciclopedia del Milan online





Hanno scoperto in casa un ottimo terzino, e poi hanno un Milito decisamente ritrovato. Questo è il vero mercato in entrata dell’inter.
Mettendo assieme un Zarate e un Forlan non si fa un Eto’o. Neanche lontanamente.
L’allenatore è quello che è, forse è come “un Allegri”: niente che si possa comparare ad un Sacchi o ad un Guardiola.
Direi lotta apertissima in Italia, e attenti a Juve e Roma.
complimenti Max per la disamina tattica. Spero che le tue perplessità siano confermate
))
Bravissimo Max! Concordo su tutto e devo ammettere che già ieri mi avevano fatto notare alcuni di questi problemi. La nostro cultura calcistica ci spinge a considerare i giocatori al di fuori del contesto tattico, ambientale e mentale della squadra da cui vengono acquistati, concentrandoci solo sulle loro doti tecniche. Devono ammettere che in questo caso ci stavo cascando anch’io, sperando che l’Inter prendesse Palacio invece di Zarate. Con una riflessione più attenta però si capisce che l’Inter è messa molto male.