Il Milan ha fatto, difensivamente parlando, la partita che poteva e doveva fare.
Assurdo pensare di andare a giocare a viso aperto al Camp Nou. In questi anni non l’hanno fatto nè il Chelsea, nè il Manchester, nè l’Inter.
Dove è mancato il Milan è stato nelle ripartenze e nel modo di attaccare una difesa improvvisata e troppo lenta per giocare così alta. E’ quello l’aspetto da migliorare.
Se giochi con due punte (scelta coraggiosa), le punte devono fare i movimenti ad accorciare la squadra, devono tenere palla, saltare l’uomo, guadagnare punizioni, muoversi continuamente su tutto il fronte offensivo, fornendo sempre ai compagni delle opzioni offensive. La vera grande distanza, ad oggi, tra noi ed alcune grandi squadre europee, sta nella cultura dei movimenti senza palla, del gioco d’insieme. Su questi aspetti si concentrano le nostre lacune ed è su di essi che dobbiamo lavorare.
Sottovalutare però l’importanza della partita di ieri è sbagliato. Il Milan non ha giocato bene, ma si è difeso con grande applicazione, chiudendo sempre le linee di passaggio e costringendo il Barcellona, spesso, al tiro da fuori, opzione non molto gradita da chi gioca col gusto del tocco e vuol quasi entrare con la palla in rete. Il Milan inoltre non ha mai perso la testa ed anche sotto di un gol ha tenuto alta la concentrazione senza mai mollare, consapevole di poter sfruttare qualche situazione sporca, come infatti è accaduto.
Chiaro, si tratta di un punto di partenza, la nostra mentalità europea è in costruzione e non potrebbe essere altrimenti dopo una Champions deficitaria come quella dell’anno scorso, però la forza mentale della squadra, la concentrazione e la voglia di non mollare in uno stadio dove oggi anche una grande squadra può rischiare una goleada, sono elementi da apprezzare e da tener stretti. Senza queste qualità qualsiasi discorso tattico viene meno.
Non si strappa un punto al Camp Nou per caso. Non contro questo Barcellona.







il Canale RossoNero
il mondo del Milan
A.C. Milan Official Website
L'enciclopedia del Milan online





il fatto che altre squadre non abbiano mai potuto giocare a viso aperto contro il Barcellona a Barcellona, non ci obbliga a passare 90 minuti all’interno della nostra area di rigore. Anche perché i gol noi dovevamo farli nell’area del Barça, e non nella nostra.
Quelle poche volte in cui abbiamo avuto gli spazi per costruire una manovra, abbiamo sbagliato tutto. Non è stato solo il pressing del Barça: come giustamente ha detto Sacchi eravamo semplicemente narcotizzati dalla grande marea blaugrana. Sbagliavamo i passaggi, perdevamo palla scioccamente, eravamo distratti e superficiali.
La distanza tra noi e le altre d’Europa è data dal fatto che noi lasciamo in panchina giocatori come Emanuelson, giocatori cioè che hanno caratteristiche “moderne” ed “europee”: giovani, rapidi, tecnici e con una buona visione della porta. Noi bruciamo giocatori come Ronaldinho, e al suo posto gli preferiamo Cassano, che da Roma in poi ha collezionato solo fallimenti. Avevamo Merkel e gli abbiamo fatto fare la riserva della riserva (e quando ritornerà da Genova troverà pure un Nocerino in più). Avevamo preso un giovane promettente dell’Espanyol, e gli preferiamo Zambrotta, che si fa fare un tunnel da oratorio. Avevamo Aquilani, e gli preferiamo Ambrosini, che ieri sera ha sbagliato tutto tutto tutto. Poi uno dice: hai passato 90 minuti a guradare il Barcellona a giocare nella tua area. Perché lo hai voluto tu, grazie a queste scelte geniali.
Però, è anche vero che giocare contro il Barcellona su un campo di 100 metri per 70, non è una cosa molto pratica. Allora, pur correndo il rischio di subire qualche gol, meglio “portarselo a casa”, meglio accoglierlo nella propria area di rigore, dove gli spazi sono più stretti, dove hai i tuoi compagni più vicino, dove l’effettivo campo di gioco è di gran lunga molto molto molto più piccolo, e dove quindi puoi controlare tutto il Barcellona, senza correre il rischio che ti scappi via qualche cosa (tranne nell’occasione del pareggio).
La mentalità europea non va costruita. Si accende o si spegne, come un interruttore. Giocare per vincere oppure no: è una scelta e non una costruzione. O lo fai o non lo fai. E noi non lo abbiamo voluto fare. Non abbiamo voluto giocare per vincere.
Io credo che il Milan sia mancato nell’aspetto delle ripartenze. Lo spostamento di posizione di Seedorf, l’abulia di Cassano, la poca intelligenza tattica di Pato nel muoversi sul fronte offensivo messe assieme ti danno la risultante dei nostri problemi di ieri. Il Milan voleva giocare di rimessa e per 20 minuti c’è riuscito, poi però il meccanismo si è inceppato. Motivo? Lo spostamento di Seedorf a trequarti con Ambro sul centro sinistra, ci ha privato di un riferimento costante nell’uscita della palla dalla difesa. Siamo diventati molto più pressabili e la difesa è stata sottoposta ad una pressione costante. In una situazione di questo genere sarebbe stato più adatto il cambio di Aquilani in luogo del Boa. Su questo aspetto Allegri deve riflettere.
Io mi tengo il risultato (col senno di poi,e senza controprova,)può starci di volere vedere cose diverse
Premetto che di tattica non ne capisco una mazza,cerco di giudicare ciò che vedo,e a Barcellona ho visto un Milan che non è stato il mio Milan ideale,insomma non mi è piaciuto come gioco…però mi ha fatto godere lo stesso.Detto ciò, agli ipercritici a prescindere domando:Ma se prima della partita avremmo tutti firmato per una sconfitta onorevole, consapevoli di non avere gli elementi all’altezza del Barcellona,dopo aver pareggiato,mi spiegano perchè avremmo dovuto affrontare il Barca a viso aperto?.Per prendere una caterva di reti?.Affrontarli in campo aperto e subire 4 o 5 reti sarebbe stato più onorevole?.E gli ipercritici chi li avrebbe fermati più?.Penso che, siccome nel calcio non c’è la controprova, affermare come avrebbe dovuto essere affrontato il Barca è assoluta retorica senza costrutto.Col senno di poi,con quali giocatori avremmo dovuto affrontarli a campo aperto?.Con Cassano assente ingiustificato,con l’assenza di Boateng,con un Ambrosini e Zambrotta ormai alla frutta(al caffè per meglio dire).Ma i demeriti del Barca, gli ipercritici li hanno visti?Hanno una difesa molto al di sotto della media, e noi nelle pochissime occasioni capitateci ne abbiamo approfittato.Tra grandi squadre chi stecca meno vince,e tra Barca e il Milan le stecche sono state pari.Saluti e FORZA MILAN:
Io avrei accettato una sconfitta onorevole, ma onorevole dal punto di vista del “gioco” e non sotto il profilo del numero dei gol subiti. Affrontare il Barcellona significa tentare di vincere, altrimenti te ne stai a casa come fanno Del Piero e Conte tutti i martedì, i mercoledì e i giovedì sera. Ora, visto che la società ha detto che la partita col Barça sarebbe stato un esame, per vedere quali avrebbero potuto essere le nostrie ambizioni, allora io mi chiedo: ma quando uno partecipa ad un esame, lo fa per tentare di superarlo o no? E come fai a tentare di superare l’esame Barcellona senza tentare di vincere il Barcellona?
Faccio presente che il Porto, giocando a viso aperto contro il Barcellona, e con un uomo in meno, ha subito 2 gol e non una “caterva di gol”. Possibile che noi, che abbiamo due centrali che il Porto si sognerà per tutta una vita, ci dobbiamo vergognare di essere un attimino più propositivi?
Comunque, io non critico Allegri per il difensivismo. Controllare il Barça in “casa propria”, cioè nella propria area di rigore, invece di sfruttare l’ampiezza dell’intero campo di gioco, mi è sembrata un’idea ardita ma piena di logica. Semmai, ripeto, la squadra sa difendersi, ma non sa fare tutto il resto. Non sa impostare un’azione offensiva, non sa tenere palla, non sa fare pressing, il centrocampo non difende adeguatamente la difesa, senza Abbiati ogni tiro avversario sarebbe un gol…
Insomma: non c’è un gioco.
Quando è che gli allenatori italiani capiranno che il gioco, pur essendo uno STRUMENTO E NON UN FINE (come invece vorrebbero Sacchi e Pistocchi) serve comunque ad aiutare una squadra a faticare di meno?
Credo che tu abbia detto molto cose sensate e corrette, apprezzo il riferimento alla gara del Porto. Credo però che si debba essere indulgenti nell’attesa con una squadra che viene da una Champions deficitari l’anno scorso come la nostra in cui ha vinto solo 2 partite, con l’Auxerre che stava per retrocedere.
Non si può migliorare di punto in bianco. Per ora apprezzo la mentalità ferrea che ho visto al Nou Camp. Logico che sul piano del gioco si debba migliorare. E molto anche.
Ma come si fa a non voler vedere la realtà?Ti puoi permettere di regalare agli avversari Ibra,Robinho,Boateng per non nominare Taywo che sicuramente è meglio di Zambrotta?.A parti invertite, cioè il Barca senza Messi Iniesta o xavi, siamo sicuri che avrebbero fatto la partita con noi cosi’ come l’hanno fatta?.Noto solamente che prima della partita, secondo gli esperti, noi pur giocando non avevamo speranze.Dopo aver guadagnato un punto per gli esperti invece dovevamo perdere lo stesso.Saluti e FORZA MILAN SEMPRE.
Io credo che, oltre le assenze, il Milan sia proprio dietro il Barca in varie cose. Bisogna saper apprezzare i piccoli miglioramenti, d’altronde è dai primi germogli che nasce poi la primavera.
” la nostra mentalità europea è in costruzione “io direi in ricostruzione perché noi a differenza d’altri l’abbiamo ben presente la mentalità Europea!
Concordo con marrakesch
caro maxbambi il problema è che l’anno scorso non abbiamo fatto una Champions “adeguata”. Perché, con la rosa che aveva, il Milan era capacissimo di NON PERDERE in casa contro l’Ajax e di NON PERDERE in casa contro il Tottenham (ti dico pure che un giocatore come Ronaldinho secondo me ci sarebbe stato molto utile, a Milano come a Londra).
E per non parlare della partita di Madrid, dove il Real ha giocato praticamente contro NESSUNO visto e considerato che il Milan era rimasto in albergo a vedere la partita.
Quindi, se permetti, il Milan è in qualche modo OBBLIGATO a fare meglio dello scorso anno. E tra l’altro questo obbligo è il risultato di un’esplicita richiesta fatta da Galliani, anche a mezzo stampa. E allora, se una persona è obbligata a fare meglio, significa che è obbligata a fare meglio DA SUBITO, e non da qui a due settimane o tre mesi.
Poi vorrei fare, anzi RIfare, anche un’altra considerazione. Mi si viene a dire: c’erano gli infortunati, c’è Zambrotta che non è più lui, ad un certo punto non abbiamo avuto più il “boa”…
E tu, caro mister, perché bruci Ronaldinho? Perché preferisci Zambrotta ad un giovane che faceva il titolare nell’Espanyol? Perché lasci a casa El Shaarawy e gli preferisci Bonera (e riscrivo: BONERA)???
Il fatto che Allegri passi tutto il giorno con questi giocatori, non vuol mica dire che tutte le sue scelte siano giustissime. Insomma, ve ne siete resi conto o no che anche il nostro mister è uno di noi, cioè un essere umano?
Eppoi io ho parlato di “gioco”. Cosa vuol dire che mancavano i titolari? Credete forse che il Barcellona, senza 4 titolari, sia disposto a cambiare il suo sistema di gioco?
Be’, io non lo credo.